Zone Atex a rischio esplosione: quali DPI usare e come comportarsi

Zone Atex a rischio esplosione: quali DPI usare e come comportarsi

Per essere preparati nella gestione e nella valutazione di un rischio nel mondo del lavoro, bisogna conoscere e applicare le direttive della normativa nazionale. Anche quando vi è la probabilità di creazione di atmosfere esplosive, è fondamentale sapere cosa indossare e come comportarsi. Ecco dunque tutto quello che c’è da sapere per le zone atex.

Direttive ATEX

Le Direttive ATEX affermano quali sono i requisiti fondamentali per garantire la sicurezza di impianti e di prodotti usati in atmosfere a rischio esplosione. Il termine ATEX proviene da "ATmosphères" ed "EXplosibles" e si riferisce proprio all'atmosfera esplosiva, cioè una miscela di sostanze infiammabili con l'aria, allo stato di:

  • Gas;
  • Vapori;
  • Nebbie;
  • Polveri.

Le direttive ATEX sono il punto di riferimento per la valutazione del rischio esplosione. Due sono le direttive di riferimento stabilite dall’UE:

  • la 2014/34/UE - si rivolge ai costruttori di apparecchiature utilizzate in zone a rischio esplosione;
  • la 99/92/CE - si rivolge agli utilizzatori di impianti e di attrezzature certificate.

Due sono in Italia le normative che recepiscono le direttive europee:

  • 85/2016, che sostituisce il D.P.R. 126 del 1998;
  • 233/03 e successivo D.Lgs. 81/08 (titolo XI - Protezione da atmosfere esplosive).

Ambiente classificato atex

Per stabilire la pericolosità di un ambiente atex e le apparecchiature idonee che si possono usare al suo interno, occorre:

  • Valutare le caratteristiche chimico-fisiche delle sostanze, le pressioni e le temperature massime, oltre alle modalità con cui vengono usate;
  • Ipotizzare la tipologia di ventilazione dei locali e delle macchine e le temperature e le pressioni dell'ambiente;
  • Individuare le fonti sorgenti di emissione;
  • Individuare tipologia, forma ed estensione delle zone pericolose.

Classificazione zone atex

A stabilire le categorie zone atex è l’articolo 293, che tratta proprio le aree in cui si possono formare le atmosfere esplosive. Le aree atex vengono classificate in base alla presenza di gas e di polveri combustibili e sono:

  • Zona 0 - l’atmosfera esplosiva è presente in modo permanente o per lunghi periodi;
  • Zona 1 – è possibile la formazione di atmosfera esplosiva durante le attività;
  • Zona 2 – è improbabile la formazione di atmosfera esplosiva durante le normali attività.

Riguardo le zone con rischio di esplosione a causa della presenza di polveri combustibili, vengono individuate:

  • Zona 20 – zona in cui è presente un’atmosfera esplosiva, sotto forma di nube di polvere combustibile nell’aria, costantemente, frequentemente o per lunghi periodi;
  • Zona 21 – zona in cui si forma un’atmosfera esplosiva, probabilmente in modo occasionale, sotto forma di nube di polvere combustibile nell’aria;
  • Zona 22 – zona in cui si forma un’atmosfera esplosiva, difficilmente oppure solamente per brevi periodi, sotto forma di nube di polvere combustibile.

È indispensabile che gli impianti delle aree 0-20 e 1-21 vengano sottoposti a periodiche verifiche, che devono avvenire ogni due anni.

Cosa deve fare il datore di lavoro

Il datore di lavoro ha l’obbligo di adottare le misure adeguate a seconda dell’attività da svolgere. Per questo è indispensabile fare una valutazione del rischio atmosfere esplosive atex, al fine di prevenire e scongiurare esplosioni nel pieno rispetto della normativa. Proprio per questo il datore di lavoro deve:

  • Valutare e individuare i rischi di esplosione;
  • Adottare le misure idonee per raggiungere gli obiettivi;
  • Identificare i luoghi a rischio;
  • Stabilire l’uso corretto e la manutenzione di luoghi, attrezzature e apparecchi di allarme;
  • Adottare tutti gli accorgimenti necessari per utilizzare le attrezzature di lavoro in piena sicurezza.

È fondamentale che il documento di valutazione rischio atex sia costantemente aggiornato.

È altresì importante, prima che inizino a lavorare, formare ed informare i lavoratori sui pericoli in cui incorrono a causa delle atmosfere esplosive, elencando loro nel dettaglio i divieti in zone atex, fra cui quello del fumo.

DPI ambienti atex

È il datore di lavoro a fornire i dispositivi di protezione atex, che devono essere efficienti e garantire la massima sicurezza ai lavoratori. Tra i dpi per zone atex particolare importanza hanno i respiratori, che possono essere sia mascherine antipolvere professionali che semimaschere filtranti.

Questi dispositivi devono essere leggeri, non devono disturbare l’operatore e devono proteggerlo dall’inalazione di gas e polveri. Fra i dpi atex vi sono anche guanti, elmetti, tute monouso e altri accessori indispensabili per proteggere il lavoratore.

Torce atex

Le torce atex sono strumenti fondamentali per gestire nella massima tranquillità le situazioni di emergenza. Le torce professionali sono garanzia assoluta di sicurezza e sono estremamente utili in quelle situazioni imprevedibili in cui viene a mancare improvvisamente l'energia elettrica sul luogo di lavoro.

Esistono diverse tipologie di torce atex, studiate per soddisfare qualsiasi esigenza. Ad esempio, nel caso dei vigili del fuoco o dell’esercito, la torcia antideflagrante atex è lo strumento ideale per far fronte a situazioni particolari in cui sicurezza e antinfortunistica diventano la priorità. Se invece si ha la necessità di avere in cantiere torce atex frontali, un’ottima soluzione sono le torce frontali a led.

Vai all'articolo precedente:Dpi prima categoria: quali sono e quando usarli
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