Dispositivi di protezione collettiva: cosa sono e normativa

8 Luglio 2021
Dispositivi di protezione collettiva: cosa sono e normativa

Nelle aziende, per garantire la sicurezza non solo del singolo lavoratore ma di più lavoratori contemporaneamente, l'uso dei dispositivi di protezione collettiva è indispensabile.

Quindi alla domanda "cosa sono i dispositivi di protezione collettiva?" possiamo rispondere che essi non sono altro che l'insieme di tutte le misure di sicurezza e prevenzione adottate per la prevenzione rischi e per la salute e la sicurezza di più lavoratori che lavorano insieme, e questi tipi di dispositivi sono regolati dal D.lgs 81/80 agli art. 15, 75 e 111.

La differenza tra dpi e dpc è che i primi sono strumenti progettati per essere indossati da un solo lavoratore per la sua salute o sicurezza, come ad esempio caschi, guanti, occhiali, mentre i secondi offrono allo stesso tempo protezione a più lavoratori dagli stessi rischi lavorativi, e inoltre le condizioni di sicurezza che garantiscono i dispositivi di protezione collettiva sono quasi sempre molto superiori rispetto a quelle garantite dall'uso dei dispositivi di protezione individuale.

Cosa sono i dispositivi di protezione collettiva

I dispositivi sono tutte le misure atte a proteggere i lavoratori contro i vari rischi, questo a prescindere dalla loro attrezzatura e comportamento sul luogo di lavoro. Ad esempio, pensando al rischio di caduta dall’alto, che può avvenire nei lavori di edilizia, si pensa a parapetti provvisori o meno, ponteggi o reti di sicurezza come dpc. Per altri tipi di rischio, invece, possiamo pensare a ripari di vario genere, cappe di aspirazione o, ancora, griglie resistenti allo sfondamento.

Tutti i dpc dispositivi protezione collettiva sono sistemi che, riducendo o eliminando il pericolo alla fonte, limitano il rischio di esposizione del lavoratore e vengono classificatiti in due grandi categorie: quelli per la prevenzione e sicurezza localizzata e quelli per la prevenzione e sicurezza generale.

Dispositivi di protezione collettiva: quali sono

In base all'attività lavorativa ci sono differenti dispositivi, infatti l'ambito di questi dispositivi di prevenzione e sicurezza sul lavoro è molto ampio e ricopre un ruolo di primo piano nel panorama della sicurezza sui luoghi di lavoro, e nel seguente elenco vedremo quali sono i dispositivi di protezione collettiva più utilizzati in ambito lavorativo.

Ecco la lista dei dispositivi maggiormente utilizzati:

  • le porte tagliafuoco (queste presentano un grande utilizzo in tantissime realtà lavorative);
  • reti di sicurezza (soprattutto nei lavori di edilizia);
  • dispositivi per l'estrazione di fumi o vapori (per esempio le cappe da cucina nella ristorazione oppure le cappe che aspirano i vapori nei laboratori);
  • rilevatore di incendio;
  • sistemi di sterilizzazione;
  • lavaocchi di emergenza;
  • ponteggi (presenti in tutti i lavori di edilizia);
  • gruppi di continuità;
  • corrimano delle scale (presente praticamente in tutte le realtà lavorative);
  • cappe di sicurezza microbiologica (nei laboratori di ricerca medica);
  • parapetti provvisori (nei lavori di edilizia);
  • cappe per rischio chimico e biologico (nei laboratori di ricerca);
  • sistemi di ricambio dell'aria;
  • depuratore d'aria.

I requisiti dei DPC non sono cosi rigidi e stabiliti per legge, come avviene invece per i DPI, infatti basta che il DPC sia idoneo e i requisiti di idoneità variano in funzione al tipo di dispositivo al quale si applica questo criterio.

La mancanza di DPC costituisce sempre colpa a carico del datore di lavoro nel caso di un infortunio sul lavoro.

Nell'ultimo anno, a causa della pandemia da Covid-19, anche le mascherine chirurgiche rientrano nella lista di dispositivi di sicurezza collettiva in tantissimi ambiti lavorati, soprattutto in quelli in cui l'attività lavorativa viene svolta al contatto con il pubblico (per esempio bar o supermercato), e diverse regioni italiane hanno adottato per via legislativa l'obbligatorietà delle mascherine come dispositivi di sicurezza collettiva.

La legge sui dispositivi di protezione collettiva

Riguardo i dispositivi di protezione collettiva normativa dobbiamo far riferimento al D.lgs 81/08 (agli art 15, 75 e 111), che sancisce che l'uso dei dispositivi di protezione collettiva debba essere necessariamente prioritaria rispetto all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, e a confermare questo orientamento c’è stata anche una importante sentenza giuridica, la 34789/2010 della Cassazione, Sez. IV Penale.

Inoltre, la legge sancisce l'obbligo dei dispositivi di protezione collettiva nel caso di lavori effettuati su lucernari, tetti e simili (cioè per tutti i lavori svolti in altezza o in alta quota), e in questo caso sono obbligatori i DPC quali parapetti provvisori, reti di sicurezza oppure sistemi combinati di prevenzione e sicurezza dei lavoratori.

Facciamo presente che, anche quando il riferimento normativo non è esplicito, le norme pongono sempre i dispositivi di protezione collettiva prioritari rispetto a quelli individuali.

I vantaggi dei dispositivi di protezione collettiva

Ovviamente il vantaggio principale e fondamentale dei dispositivi di protezione collettiva è l'alto grado di prevenzione e sicurezza garantita ai lavoratori, ma questi tipi di dispositivi di prevenzione e sicurezza presentano anche altri vantaggi:

  • non c'è quasi mai bisogno di una formazione specifica per i lavoratori per l'utilizzo dei dpc;
  • nel lungo periodo essi sono economici poiché durano tanto tempo;
  • spesso richiedono minima manutenzione.
Vai all'articolo precedente:Casco elettroventilato per trattamenti: cos'è, a cosa serve e come si usa
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