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Coperta antifiamma: normativa e utilizzo

7 Maggio 2021
Coperta antifiamma: normativa e utilizzo

La sicurezza antincendio è senza ombra di dubbio uno degli aspetti più importanti da curare in qualsiasi ambiente di lavoro.

Per rispettarla al meglio però non basta solamente seguire le norme legislative che la compongono, bensì rifornirsi anche di tutti gli strumenti da usare in caso di pericolo come ad esempio la coperta coprifiamma obbligatoria.

Ma cos’è effettivamente questo strumento e quali sono le normative che la riguardano? Cerchiamo di scoprirlo insieme in quest’articolo.

Che cos’è la coperta antifiamma

La coperta antifiamma è una specie di telo composto da fibra di vetro che viene ricoperto da una particolare resina molto resistente alle alte temperature. Per essere precisi, grazie a questo rivestimento, essa è in grado di sopportare una temperatura massima di 900 gradi.

Ovviamente questa tipologia di coperta può essere utilizzata per smorzare gli incendi, limitando di conseguenza la loro espansione.

Coperta antifiamma come si usa

Una delle domande più gettonate dai meno esperti di questo settore riguarda sicuramente le modalità di utilizzo di questo particolare prodotto.

La risposta a questa domanda è davvero molto semplice e consiste nel gettare la coperta direttamente sopra l’incendio in modo tale da bloccare l'ossigeno e farlo spegnere il prima possibile.

Coperta antifiamma utilizzo

È doveroso ricordare che il suo utilizzo è esclusivamente mirato per gli incendi di piccole dimensioni come ad esempio quelli che possono nascere in un cestino o in una zona delimitata.

Inoltre, viene consigliato di tenere la coperta antifiamma per un po’ di tempo sopra la fiamma, affinché essa possa spegnersi senza possibilità di riprendersi.

Una volta che l’incendio sarà domato, questo dispositivo dovrà essere gettato, in quanto non sarà più utilizzabile nel caso si verificasse un secondo incendio.

Coperta antifiamma obbligatoria

Secondo la Legge italiana, più precisamente il decreto legislativo riguardante la sicurezza sul lavoro, la coperta antifiamma è uno strumento che può essere utilizzato al posto dei classici estintori a polvere, in quanto permette di estinguere un incendio senza disperdere nell’ambiente sostanze chimiche difficili da eliminare nell'ambiente.

Come se ciò non bastasse, la normativa coperta antifiamma prevede che essa debba possedere delle caratteristiche specifiche ben precise, le quali corrispondono a dei metodi di costruzioni molto mirati.

Alcuni esempi di questi parametri sono la fibra di vetro di cui deve essere composta e la resina che la deve rivestire per resistere all'intenso calore che verrà prodotto dalle fiamme.

Infine, non bisogna dimenticare che vi è obbligo coperta antifiamma su tutti quei luoghi di lavoro in cui non è possibile utilizzare degli estintori.

Coperta antifiamma normativa

La normativa non prevede solamente delle regole precise sulla costruzione di questo strumento, ma fa riferimento anche alla manutenzione coperta antifiamma.

Essendo un prodotto destinato ad essere utilizzato una sola volta, questo dispositivo di sicurezza non prevede alcun tipo di manutenzione in quanto dovrà essere sostituito subito dopo aver spento l’incendio.

È doveroso ricordare che, nel caso in cui venisse riutilizzata, questa particolare coperta potrebbe non svolgere correttamente il lavoro per il quale è stata concepita, dando possibilità all’incendio di espandersi e di diventare molto più pericoloso per tutti.

Per quanto riguarda la scadenza invece, possiamo dire che questo dispositivo deve essere sostituito ogni 5 anni poiché, in questo lungo periodo, potrebbero deteriorarsi le sue particolarità tecniche che la renderebbero meno efficace per spegnere gli incidenti piccoli.

Insomma, possiamo affermare con certezza che la coperta antifiamma ha scadenza da rispettare, oltre la quale essa non garantirà delle ottime prestazioni dal punto di vista della sicurezza.

In conclusione, la coperta antifiamma obbligatoria è un dispositivo davvero efficace per salvaguardare la vita di tutti i lavoratori, qualora si verificassero degli incidenti non eccessivamente pericolosi.

Vai all'articolo precedente:Corsi antincendio: formazione, aggiornamento, normativa
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